L’aria tetra 
dell’estate accennata,
aspra e corpulenta 
nel suo fiacco avanzare
come un vecchio che ha ancora da invecchiare.

Le luci basse della sera,
subdole impronte di fango
sull’asfalto fresco
a rammentare la macchia delle ore sbiadite.

Torbida notte di incensi
animata dalla brezza sagace 
che culla il frutto del nuovo raccolto
al riparo dalla tempesta.
Consumato dal vizio,
marcisce il seme 
nel terreno avvelenato.