L’aria tetra dell’estate accennata, aspra e corpulenta nel suo fiacco avanzare come un vecchio che ha ancora da invecchiare. Le luci basse della sera, subdole impronte di fango sull’asfalto fresco a rammentare la macchia delle ore sbiadite. Torbida notte di incensi animata dalla brezza sagace che culla il frutto del nuovo raccolto al riparo dalla tempesta. Consumato dal vizio, marcisce il seme nel terreno avvelenato.