Panni stesi
dall'alto del fumo che sale
sfiorando col vento i tessuti riflessi
sul muro di ombre
che illumina il sole.
In altoil giardino
a quote interrotte 
dai rumori lenti del riposo abbondante
di un luogo depresso
frenetico di rincorse per treni fantasma,
mangiati dagli affanni per l'aria tersa.
Si apre il gingillo 
dell'uomo che pesta gli incarti dismessi,
soppressi i pretesti di finti maestri.

Stavolta cammino
entusiasta del vecchio
e impassibile al disordine nuovo
che sconvolge i nostri ordini rattoppati.